Campi venduti a chi viene da fuori,
contadini restano senza colori.
La vigna è straniera, l’ulivo è affittato,
il pane è diverso, ma caro è pagato.
Terra rubata, radice spezzata,
Italia venduta, ma non dimenticata.
Chi semina amore non lascia la zolla,
la terra è di chi ci lavora e la colla.
Nei mercati grandi sparisce il locale,
tra mille etichette che sanno di male.
Ma sotto la pioggia il seme germoglia,
la mano italiana non si imbrogli.
Terra rubata, radice spezzata,
tradita e venduta, ma mai abbandonata.
Chi ama la campagna non fa rumore,
ma nutre il mondo con il suo sudore.
Se togli la terra, togli la vita,
senza radici non c’è partita.
Ma il grano risorge in ogni stagione,
è l’anima nostra, la nostra ragione.
Terra rubata, ma non domata,
Italia profonda, mai cancellata.
Chi semina oggi, domani raccoglie,
e canta più forte tra mille zolle.