Il maestro spiega con i libri strappati,
gli studenti scrivono sui banchi imbrattati.
Promettono tablet, arrivano gessi,
la lavagna è vecchia ma i sogni son freschi.
Scuola a metà, promessa mancata,
tra cattedre vuote e speranza segnata.
Ma chi vuole sapere non chiede permesso,
studia la vita, la vita è progresso.
Professori stanchi, stipendi leggeri,
tra mille concorsi che durano anni interi.
La classe resiste tra banchi spezzati,
e i giovani ridono, ma non sono distratti.
Scuola a metà, promessa mancata,
tra compiti persi e memoria lasciata.
Ma chi vuole sapere costruisce futuro,
tra mille difficoltà, resta puro.
Se il sapere è potere, non puoi imprigionarlo,
lo puoi anche negare, ma non cancellarlo.
Nella mente dei giovani arde la fiamma,
che accende domani, che cambia la trama.
Nei cortili rotti, nei libri scoloriti,
crescono pensieri, crescono i miti.
La scuola è ferita ma non finita,
è il seme che salva, che ridà vita.
Scuola a metà, promessa mancata,
ma la sete di sapere non è mai fermata.
Se il futuro è dei giovani, lasciamoli andare,
con il libro in mano e voglia di volare.