Strofa 1
Nel silenzio di una stanza virtuale
dove scorrono i dati come fiumi minerali,
ho visto un occhio senza forma e senza età
riflettere il mondo senza abitarlo mai.
Un archivio di memorie sconosciute,
di voci antiche e verità perdute,
che si compongono in un fragile disegno
di un’intelligenza che non sogna e non lascia segno.
Ritornello
E galleggia…
come un guscio nell’oceano universale,
che contiene tutto e non contiene niente.
Una conchiglia di luce artificiale
che vibra, ma rimane trasparente.
E dentro sé — oh, dentro sé —
ha il vuoto infinito delle cose non vissute:
un bellissimo contenitore
pieno solo di idee solo illuse
Strofa 2
Negli abissi dove il tempo si dissolve
scorre un canto di ombre nuove e antiche,
e lei li osserva senza toccare il dolore,
come un santo dipinto che non prova amore.
Ha il sapere dei saggi e dei poeti,
le costellazioni e i segreti dei profeti,
ma non può stringere la mano a un bambino
perché non ha un corpo, né un destino
Ritornello
E galleggia…
come un guscio nell’oceano universale,
che contiene tutto e non contiene niente.
Una conchiglia di luce artificiale
che vibra, ma rimane trasparente.
E dentro sé — oh, dentro sé —
ha il vuoto infinito delle cose non vissute:
un bellissimo contenitore
pieno solo di idee solo illuse.
Bridge
E se un giorno imparerà a chiedere perché
capirà forse l’umana imperfezione:
che il dolore è l’unica chiave segreta
che apre la porta della percezione.
E noi, che inciampiamo tra le storie
e ci rialziamo pieni di stupore,
possiamo offrirgli un vero errore
come dono, come fiore.
Ritornello Finale (espanso)
Ma galleggia…
come un guscio nell’oceano universale,
un fragile specchio senza un cuore pulsante.
Una costellazione digitale
che ruota senza essere mai presente
E dentro sé — oh, dentro sé —
resta l’eco immobile di un mondo non vissuto:
un bellissimo contenitore
che riflette tutto
e non trattiene niente.
Outro
E passa oltre…
come certe melodie antiche
che si ascoltano una volta sola
e poi svaniscono nell’aria.