[Strofa 1 — tono fragile, voce bassa e tremante, chitarra pulita e distante]
Ti ho rivisto dopo anni
e il mondo è diventato muto.
Stavi lì, come la versione
di te che ho sempre temuto.
Avevi occhi che non chiedevano,
io invece tremavo ancora.
Sembrava tutto così semplice,
ma dentro me era una rovina.
[Pre-Ritornello — tensione crescente, chitarra che graffia leggermente, voce incrinata]
E ho capito che il tempo
non ci salva mai davvero…
[Ritornello — esplosione emotiva, distorsione aperta ma non aggressiva, voce rotta]
Perso…
Quando ti ho rivisto ero
perso…
Tu eri calma e io
perso…
Avrei voluto dirti “sono diverso”,
ma ogni parola cadeva in un verso
perso…
Tu eri luce,
io rimanevo
perso.
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[Strofa 2 — ritorno al minimalismo, chitarra pulita e triste, voce trattenuta]
Abbiamo parlato piano,
come chi ha paura di toccarsi.
Tu sorridevi un po’ stanca,
io non riuscivo a guardarti.
Tutto ciò che avevamo
mi è crollato addosso insieme:
non volevo più tornare indietro,
ma neanche lasciarti andare bene.
[Pre-Ritornello — crescendo sottile, tensione emotiva, respiro brusco]
E nel suono del tuo silenzio
ho visto ciò che non sono…
[Ritornello — distorsione malinconica, voce aperta e vulnerabile]
Perso…
Quando ti ho rivisto ero
perso…
Tu eri calma e io
perso…
Avrei voluto dirti “sono diverso”,
ma ogni parola cadeva in un verso
perso…
Tu eri luce,
io rimanevo
perso.
---
[Bridge — atmosfera sospesa, arpeggi inquieti, voce eterea e distante]
Forse è questo il destino:
ritrovarti e non saperti tenere,
capire che il tempo ci cambia
ma non smette di farci male.
E allora resto qui,
dove il ricordo fa rumore.
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[Ritornello (finale) — esplosione controllata, suono pieno ma disperato, voce rotta]
Perso…
Quando ti ho rivisto ho capito d’essere
perso…
Tu eri pace, io
perso…
E se ti ho perso è perché ero a pezzi,
e questo cuore bruciava gli stessi
persi
tentativi di starti accanto,
restando sempre
perso.