(Intro – parlato)
Sai quando un odore ti prende all’improvviso,
e in un secondo sei di nuovo là,
bambino, nel cortile, con il mondo intero davanti…
e ti chiedi dove va tutto quel tempo che scappa via?
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(Strofa 1)
C’è un biscotto che sa di domenica,
e una foto che non so buttare via,
un pomeriggio di sole in provincia,
che dentro al cuore non invecchia mai.
E passa la vita, passa la gente,
ma certe cose restano dentro,
come una musica che non si sente
ma ti vibra addosso, piano, lento.
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(Ritornello)
E allora fermati un secondo, respira,
il tempo non corre — gira,
come un vinile che non smette di suonare.
Il passato non è passato,
è solo un sogno che ha cambiato indirizzo,
e ogni ricordo è un pezzo d’infinito.
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(Strofa 2)
Ho camminato in mille città,
ma quella strada là è sempre la mia.
Odore di pioggia e nostalgia,
una risata che scappa via.
E se mi chiedi cosa ho imparato,
ti dico: tutto è già stato amato.
Ogni attimo è una seconda possibilità,
se lo guardi con l’eternità.
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(Ritornello)
E allora fermati un secondo, respira,
il tempo non corre — gira,
come un vinile che non smette di suonare.
Il passato non è passato,
è solo un sogno che ha cambiato indirizzo,
e ogni ricordo è un pezzo d’infinito.
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(Bridge – parlato/rap leggero)
Il tempo non si perde, si trasforma,
diventa storia, diventa forma.
È l’eco di un “ti voglio bene”,
è il mare dentro una tasca piena.
Non serve andare troppo lontano,
il tempo vero ce l’hai nella mano.
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(Finale – cantato dolce)
E se un giorno mi cercherai,
sarò nel profumo del pane e dei guai.
Nel suono del mondo che gira piano,
nella memoria di chi resta umano.