Le borse degli occhi erano solchi di terra nera
Arati dal freddo fumoso dell’umidità della sera
Le lenti spesse degli occhiali cammello
celavano un rimpianto nascosto, un sogno color caramello
Aveva magliette sporche incrostate di fango
Ricordi spenti di un ultimo tango
Cimèli orgogliosi di partite ventose
Folate che alzavano il velo alle spose
La domenica mattina è kerosene,
cornetti mangiati sulle altalene,
Il Ford Transit ha un motore spinto
Il conducente fuma laky strike senza filtro
Nel fango secco degli scarpini legge il futuro
Sorseggiando te caldi di un rosso scuro
In un sogno di canfora e idrocarburo
Parlava di tattica e strategia,
raccontava sempre la stessa bugia,
le stelle filanti di una magia,
sul trapezio una piroetta ardita
una parabola, tra la finzione e la vita.
Su biciclette di ruggine
Nella fuliggine,
percorreva betulle che segnavano il passo
paradigmi di uno storto compasso
di storie sghembe, da intestino crasso
Aveva Un crocevia di tacchetti lungo il polpaccio
che lavava tutte le sere col ghiaccio
La mappa del tesoro di un avversario
Che sgranava come granelli di un rosario.
Parlava di tattica e strategia,
raccontava sempre la stessa bugia,
le stelle filanti di una magia,
sul trapezio una piroetta ardita
una parabola, tra la finzione e la vita.