Il silenzio che abita queste stanze
Non ha eguali, non ha somiglianze
È il profumo che senti quando sali le scale
L’istinto primitivo dell’animale
Il verde della collina brillante
Ricorda l’arroganza del rampicante
Cresce anche se ci butti il sale
L’istinto primitivo dell’animale
E rimbomba la voce del vento
Ma non è paura quella che sento
Anche se sibila come un pugnale
L’istinto primitivo dell’animale
RIT
Puoi provare e riprovare ad andare via
A prendere un aereo a chiamare la polizia
Solcando cieli, incrociando mari
C’è sempre quel silenzio, quel vento
C’è nel profondo più profondo che c’è
Lo stesso suono, lo stesso accento
I ritorni sono viaggi mai intrapresi
Nei labirinti dei malintesi
E la strada fatta proprio non vale
L’istinto primitivo dell’animale
E le porte chiuse dietro le spalle
Le ritrovi bruchi e non ancora farfalle
E gli spazi vuoti fanno male
L’istinto primitivo dell’animale
E finalmente un tramonto rosso
Ci distrae dal mare mosso
Ci fa sembra tutto normale
L’istinto primitivo dell’animale
RIT
Puoi provare e riprovare ad andare via
A prendere un aereo a chiamare la polizia
Solcando cieli, incrociando mari
C’è sempre quel silenzio, quel vento
C’è nel profondo più profondo che c’è
Lo stesso suono, lo stesso accento
L’istinto primitivo dell’animale
L’istinto primitivo dell’animale
L’istinto primitivo dell’animale