[Intro – chitarra elettrica pulita, arpeggio sospeso, voce parlata]
C’è un profumo, stasera, che arriva all’improvviso.
Non so da dove venga, forse da una finestra aperta
o da qualcuno che passa per strada.
Ma mi prende, mi attraversa,
e in un attimo ritorno a te.
A quella notte in cui tutto sembrava più grande,
più possibile, più vivo.
Avevi quel profumo addosso,
leggero, ma capace di spostare il mondo di un millimetro,
quanto basta perché io mi accorgessi
che stava iniziando qualcosa.
[Ritornello – batteria aperta, chitarre larghe, voce graffiata]
Torna quel profumo, torna quel profumo,
e mi riporta a noi.
Torna quel profumo, torna quel profumo,
come una voce che non muore mai.
Basta un soffio nell’aria
e il cuore torna indietro:
torna quel profumo,
e io ritorno a te.
[Strofa 2 – groove lento e deciso, basso profondo]
Eravamo all’inizio,
e l’inizio ha sempre una luce tutta sua:
la pelle nuova, liscia come un mattino di giugno,
i sorrisi che si aprono senza sforzo,
le idee che fanno rumore dentro
perché non le avevi mai sentite da nessuno.
E tu eri così — sorprendentemente nuova.
Mi portavi un universo senza dire niente.
[Ritornello – chitarre che si aprono, batteria piena]
Torna quel profumo, torna quel profumo,
e mi riporta a noi.
Torna quel profumo, torna quel profumo,
come una voce che non muore mai.
Basta un soffio nell’aria
e il cuore torna indietro:
torna quel profumo,
e io ritorno a te.
[Strofa 3 – crescendo emotivo, voce che sale e si sporca]
Le giornate diventavano lunghissime,
come se il tempo avesse deciso
di farsi gentile per un po’.
E la notte, poi, non finiva mai:
stavamo lì, vicini,
a conoscerci con le mani e con gli occhi,
senza paura, senza fretta,
come se scoprire l’altro
fosse il mestiere più semplice del mondo.
[Strofa 4 – chitarre sospese, voce intensa e ferma]
Ora basta un odore nell’aria
e tutto ritorna.
È strano come la memoria funzioni:
non guarda il calendario,
non chiede permesso,
arriva, e porta con sé un brivido
che fa male e bene allo stesso tempo.
Eppure non è tristezza,
non davvero.
È più una dolcezza che resiste,
un ricordo che ha imparato a stare in silenzio
ma non se ne va.
Perché certi inizi —
quelli veri —
non smettono mai di brillare,
anche quando sono lontani.
[Ritornello Finale – esplosione rock, chitarre aperte, voce al limite]
Torna quel profumo, torna quel profumo,
e mi riporta a noi.
Torna quel profumo, torna quel profumo,
più forte di ciò che vuoi.
Lo lascio scorrere dentro,
come una carezza antica:
torna quel profumo,
e tutto torna a te.