[Strofa 1]
Mi sfiori piano, ma stavolta fa freddo,
come se la pioggia avesse dimenticato di essere gentile.
La città è un riflesso distorto nei vetri bagnati,
e noi due ci muoviamo dentro un silenzio
che sembra avere denti.
C’è un odore di strade vuote e promesse spezzate,
e il tuo sguardo, che un tempo era casa,
ora è una porta socchiusa che non so attraversare.
Mi perdo nei tuoi gesti trattenuti,
in quel modo in cui ti chiudi
come se stessi proteggendo qualcosa da me.
E mentre camminiamo senza meta,
sento che ogni passo accanto al tuo
potrebbe essere l’ultimo.
[Pre‑Ritornello]
E non so più cosa siamo,
se due linee che si allontanano
o un nodo che stringe troppo.
Ma so che il mondo tace quando ridi,
anche adesso che ridi meno,
e quel silenzio mi pesa addosso.
[Ritornello]
Brucia il cielo quando mi guardi così,
con quella luce stanca che sembra chiedere scusa.
E se domani ci trova lontani,
porterò con me il gelo delle tue mani,
quel vuoto che resta quando il vento cambia.
Brucia il cielo, e io brucio con lui,
ma non è dolce,
è un incendio che consuma piano,
che non lascia spazio per respirare.
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[Strofa 2]
Ci sono sere in cui il silenzio non consola,
in cui diventa un muro,
e io ci sbatto contro senza capire come evitarlo.
Cammino dentro ai tuoi silenzi
e scopro che hanno il colore delle notti sbagliate,
quelle in cui anche le stelle sembrano spente.
Ti guardo mentre cerchi le parole,
ma non arrivano,
restano incastrate tra i denti
come se facessero male.
E io lo sento, lo sento tutto:
il tremito che nascondi,
la distanza che cresce,
la paura che non dici.
Vorrei avvicinarmi,
ma ho paura di romperci,
di rompere te,
di rompere me.
[Pre‑Ritornello]
E forse non abbiamo più un nome,
forse l’abbiamo perso per strada,
tra una promessa e un silenzio di troppo.
Quello che siamo adesso
vive negli spazi vuoti,
in quel modo in cui mi eviti
anche quando mi cerchi.
[Ritornello]
Brucia il cielo quando mi guardi così,
e tutto il resto svanisce,
come un ricordo che non vuole restare.
Se poi la notte ci prende per mano,
non so se verrò con te,
non so se ho ancora un posto dove andare.
Brucia il cielo, e io resto qui,
a contare i battiti mancati,
come fossero colpe
che non so confessare.
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[Bridge]
E ci sono giorni in cui ho paura,
paura di averti già perso,
paura che tu non lo dica per non ferirmi.
Arrivi con quel modo fragile di stare al mondo,
e io vorrei proteggerti,
ma non so più da cosa.
Mi dici che non sai cosa verrà,
che il futuro ti spaventa,
e io capisco che non posso salvarti,
che forse non devo.
Resto fermo,
a guardare il tempo che ci scivola addosso,
mentre cerco un appiglio
che non trovo più.
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[Ritornello Finale]
Brucia il cielo quando mi guardi così,
e io mi sciolgo come neve sporca sul ciglio della strada.
Se domani ci sveglierà lontani,
porterò con me ogni tua ombra,