Strofa 1)
C'è un nodo che mi sveglia nel buio
una morsa che mi prende il respiro
cammino tra la gente come fossi invisibile
ma nessuno vede… nessuno sa.
Sono cresciuto senza avere un padre
non perché è andato via per sempre
ma perché la vita l’ha messo lontano
per sbagli che paghi anche se sei buono.
E io bambino, già uomo troppo presto
con il cuore rotto e il futuro incerto.
(Strofa 2)
Poi sei arrivata tu, Savina mia guerriera
mi hai insegnato ad amare senza paura
mi hai fatto padre, mi hai fatto famiglia
mi hai tenuto per mano mentre tutto tremava.
Non sei volata in cielo quando tutto cadeva
hai resistito, hai lottato, sei rimasta vera.
(Ritornello)
E mi manca l’aria, manca il senso
come un urlo chiuso dentro al petto
una corsa senza meta né traguardo
un silenzio che mi grida troppo forte.
È da nove anni che vivo in una gabbia
me la sono tatuata qui, proprio sul petto
perché cazzo, sì, ci ho provato davvero
a spegnere il buio, a reagire al veleno.
Ma l’ansia è un mostro…
e io sono Butcher Tattooed.
(Strofa 3)
Ho scritto la mia storia sulla pelle
ferite, rinascite, nomi e tempeste
ogni tatuaggio è un pezzo di me
ma ce n’è uno che parla di prigione
una gabbia sul cuore che non vuole cedere
e io non riesco più a lasciare il mio porto sicuro.
Non faccio viaggi, non prendo strade nuove
mi manca il fiato, mi tremano le gambe.
(Bridge – parlato o lento)
Sudarella. Estrasistole. Sento che svanisco.
Il cuore galoppa, il cervello si spegne.
Ho visto psicologi, cercato risposte
ma questo male resta…
e mi stringe alla gola.
(Ritornello 2)
Ma cazzo, ci ho provato.
Cazzo se ci ho provato.
Più volte, col cuore, coi denti, col sangue.
E ogni volta che cado, guardo i miei figli
e so che un giorno…
li porterò fuori da questo inferno con me.
Perché io devo farcela.
Lo devo a loro. Lo devo a Savina.
Lo devo a me.
(Finale – sussurrato o cantato con voce rotta)
Ce la farò, anche se ora non so come.
Anche se l’ansia mi strappa l’anima.
Perché io… sono Butcher Tattooed.
E sotto questi tatuaggi…
c’è ancora un cuore che non molla.
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