Facevi il fabbro, avevi la tua officina,
con le mani dure e il cuore buono.
Mi facevi ridere con quel fazzoletto,
che diventava un pupazzo sul tuo braccio.
E anche se eri minuto, sembravi un gigante
quando mi parlavi e mi insegnavi qualcosa.
Ritornello
Grazie, nonno, per ogni momento,
per le carte giocate e il tempo lento.
Per quella scaglia di ferro nel tuo polpaccio,
che ci facevi toccare con un sorriso in faccia.
Mi sono tatuato quel ricordo addosso,
perché tu sei parte di me, e non ti mollo.
Strofa 2
Avevi sempre un pettinino nella tasca della giacca,
ti sistemavi i capelli con cura.
Le maniche tirate su con gli elastici stretti,
e il tuo modo unico di vestirti.
Ogni gesto, ogni abitudine,
oggi è parte della mia memoria più bella.
Strofa 3
C'erano le Diana bianche nel tuo cassetto,
e noi, come due furbi, le prendevamo spesso.
Tagliavamo il filtro con aria da grandi,
e ce le fumavamo in bagno, ridendo piano.
Eravamo bambini, ma ci sembrava
di avere un segreto solo nostro con te.
Strofa 4
Eri de Trastevere, romano vero,
ci cantavi gli stornelli col sorriso fiero.
"Hai er ricetto fatto a molla,
sotto c’è er pidocchietto che ce balla!"
Ridevamo forte, eri la voce de Roma,
quella sincera, che nun se scorda mai.
Strofa 5
Avevi l’Alfa Sud, poi la Regata,
ci salivamo e sembrava un’avventura.
Ricordo ancora l’odore nei sedili,
quel misto di fumo, ferro e vita vissuta.
Bastava quel profumo a riportarti qui,
a farmi sentire bambino, vicino a te così.
Strofa 6
Nel vecchio carillon ci mettevi le sigarette,
giravano con le ballerine a ogni nota.
Quel suono lento e quella scena strana
ce la guardavamo incantati, senza dire una parola.
Era un gesto tutto tuo, un po’ buffo, un po’ magico,
che ancora oggi mi fa sorridere.
Ponte
"Lunedì, che fa così bel tempo,
davvero non mi sento di andare a lavorar..."
E io ti guardavo, piccolo uomo grande,
con la tua voce che non posso dimenticar.
Ritornello
Grazie, nonno, per ogni gesto,
per il tuo esempio, per il tuo rispetto.
Per la briscola e3- 7, le risate sincere,
per come rendevi leggere anche le sere.
Mi porto addosso quello che eri,
e non c’è un giorno che non ti pensi.
Finale
Ora che non ci sei, io ti sento lo stesso,
nei miei gesti, in quello che adesso sono.
Grazie, nonno, con tutto il mio cuore,
sei stato e sarai il mio punto migliore.