Strofa 1
Matteo era il più veloce,
il più testardo, quello che non si fermava,
spostava, alzava l’asticella,
in ogni passo, ogni sfida che affrontava.
Faceva zona prati anche Maccarese,
Trastevere sotto il sole del pomeriggio,
con le mani che scrivevano la sua storia,
un uomo che non conosceva il diritto di arrendersi.
Ritornello
A quei tempi non c’erano peruviani,
c’era solo Matteo,
con Alessio, Giuliano, Fabio Fedeli,
e Franco, eMassimo, che entravano nel gioco.
Ogni giorno era una lotta, una sfida,
ma Matteo sapeva come farla.
Strofa 2
Poi con il tempo diventò responsabile,
degli autisti, della strada e del sudore,
ogni spostamento un nuovo passo,
un nuovo traguardo, senza paura, senza timore.
La gente cambiava, gli anni passavano,
ma Matteo rimaneva, sempre più forte,
quella passione non si spegneva,
ogni volta che alzava l’asticella, superava il limite.
Strofa 3
Addirittura fece entrare suo fratello,
un sogno condiviso, un pezzo di cuore,
ma a volte la vita non segue il disegno,
e quel fratello… si fece licenziare, con dolore.
Eppure Matteo non ha mai giudicato,
portava tutto dentro, come un guerriero silenzioso,
ogni caduta, ogni ferita,
faceva parte del suo viaggio coraggioso.
Strofa 4
Gli autisti lo chiamavano leader,
non per i titoli, ma per l’esempio vero.
Eravamo un gruppo affiatato,
lo siamo ancora, con un nuovo sentiero.
Ricordo Alessio Rossi,
quando c’era Jairo, quando c’era Nabil,
ne ho viste di persone passare,
ma l’anima resta… e resta lì.
Strofa 5
Anche come autista ero il più rispettato,
Fabio Galli mi adorava, Fabrizio pure.
A volte litigavo con Davide,
ma erano solo cose da ore dure.
Problemi di lavoro, mai personali,
alla fine c’era stima, anche nei canali.
E quei Ducato bianchi li ricordo ancora,
con i loghi Galli, pronti a ogni nuova aurora.
Strofa 6 – I locali
C’erano locali, mica quelli da vetrina,
Old Beer alle 17 era routine,
poi tutta Navona con via tor millina,
una corsa continua dentro quel film.
La Mora e la Moretta a Nemorenze,
posti veri, dove l’odore era forte,
dove chi scaricava manco ti salutava,
ma se sapevi tenere botta, eri il re della notte.
C’erano i locali difficili, quelli ignoranti,
scarichi senza regole né eleganza.
La rampa dei Gracchi te la faceva a pezzi,
ma chi c’era sapeva cos’era la sostanza.
Finale
E poi ho passato il testimone
al mio grande amico Alessio,
gli ho lasciato la logistica e gli autisti,
mentre io cambiavo passo, cambiavo destino.
Non era una fuga, era un nuovo inizio,
con il mio grande amico Alessio, sempre al mio fianco.
Ho lasciato la guida dei furgoni,
per stringere un coltello con rispetto .
Sono diventato Butcher Tattooed,
da autista a rappresentante, col cuore nudo.
Matteo non è scomparso, ha solo cambiato pelle,
ma dentro resta lo stesso, autista dentro