Jep c'aveva una giacchetta gialla
e un tumore benigno tra il Colosseo e er core
adottava gente con la faccia scura
gente che nun c'aveva la pensione sicura
uno ci aveva un faccione da priore,
gridava aiuto e parlava a ore
un'altra aveva un asso nascosto
Che non era mai ordinato al suo posto
Jep scriveva libri porno per non vedenti
che a benvedere erano per non capienti
Nel senso che non capivano quello che non leggevano
E zitti e muti a memoria ripetevano
E tra un osso di seppia e una tamerice salmastra
Declamavano Per aspera ad astra
Con la faccia contrita e amara da tragedia
E il mouse spedito che clicca su Wikipedia
Jep aveva una giraffa attorno al collo
Usciva di notte e rientrava di giorno
Danzava tra le rovine, lucida e bislunga
Al suono sinuoso di una verde milonga
Non cercarla dietro un arco trionfale
Come la luna segue un arco ancestrale
È impossibile da accalappiare
Come un pensiero fugace scompare
Jep aveva sessant'anni e un chiodo fisso
Conficcato tra lo sterno e l'abisso
Aveva mille cose da fare
E un fiume in piena da attraversare
Jep era su una terrazza spettacolare
Profumi indescrivibili nell’aria della sera
Sedeva tra una lantana ed una bouganville
A contemplare l’incendio nelle pupille
Bruciavano Suore, Baroni e Cardinali
Artisti da strada, ammaestrati animali
Un musico fallito, un pio, un teorete
Trapezisti della cultura ma senza una rete
Jep si perse in una notte d’agosto
Si perse andando in ogni posto
C’era la luna puttana e carrettiera
Jep si perse nel tramonto di una sera
Non cercarlo dietro un arco trionfale
Come la luna segue un arco ancestrale
È impossibile da accalappiare
Come un pensiero fugace scompare