Caro ragazzo assunto, vestito di tutto punto, Ti scrivo queste righe Per raccontar le piaghe che tra le pieghe si nascondono come mosche nelle botteghe, ubriaco di entusiasmo per la lettera di ingaggio, accecato dal miraggio della prima busta paga, stasera pago io, raga, birra rossa e paninazzi, per tutti, savi, santi e pazzi.
RIT
E quando siederai alla tavola rotonda,
al posto della Gioconda, al centro della ronda,
ti daranno del tu, ti sentirai re Artù,
ma Ginevra è già fuggita con l’Ancillotto
e a nulla servirà l’articolo diciotto
Caro ragazzo col badge nuovo di zecca, è come un lecca lecca, che non si secca mai e timbra (timbra timbra timbra), tutte le mattine, macina minuti sulle schedine, che segnano il tuo tempo, avanza il coccodrillo, e come un coccodrillo coccodrillo coccodrillo, cerchi nel pagliaio lo spillo, il capo del filo del labirinto, buio grigio e finto
RIT
E quando siederai alla tavola rotonda,
al posto della Gioconda, al centro della ronda,
ti daranno del tu, ti sentirai re Artù,
ma Ginevra è già fuggita con l’Ancillotto
e a nulla servirà l’articolo diciotto
Ragazzo caro che rimiri la bianca candida scrivania, la cartina di tornasole della retta via, che era perduta in una minuta, svanita in una voluta, malato di licantropia, avvolgi in una fotocopia, l’unta banconota della piaggeria, non ti crucciare, seda la coscienza (scienza, scienza, scienza) gli scrupoli son brufoli che schiacci senza rancore e la perizia di un cesellatore
RIT
E quando siederai alla tavola rotonda,
al posto della Gioconda, al centro della ronda,
ti daranno del tu, ti sentirai re Artù,
ma Ginevra è già fuggita con l’Ancillotto
e a nulla servirà l’articolo diciotto
Ragazzo mio, che ti specchi negli antri degli ascensori, testimoni di spaccati cuori, sanguinanti di oli compressi, di futuri decessi, di passate resurrezioni, colmi di pensieri che all’aprir delle porte svaniscono come le bugie che hanno le gambe corte, svicolano nelle strade storte. Ragazzo mio, scendi all’ultimo piano, attraversa i corridoi del belvedere, trasudano potere e foglie morte, là ci sono porte da bussare, tavoli da sfogliare, tende da inclinare verso il sole che nasce e che muore, che nasce e che muore , sul tuo quaderno di appunti sui cui segni i risultati raggiunti, e punti la spara punti sugli occhi smunti.
RIT
E quando siederai alla tavola rotonda,
al posto della Gioconda, al centro della ronda,
ti daranno del tu, ti sentirai re Artù,
ma Ginevra è già fuggita con l’Ancillotto
e a nulla servirà l’articolo diciotto.