Strofa 1
Corro nei corridoi come un fulmine, fulmini dentro le vene che bruciano l’anima,
anime fragili sbattute a terra da strutture di merda che crollano e non respirano.
Grido ma il grido si perde nel vuoto, nel vuoto rimbomba e ritorna più sporco,
sporco di lacrime, sangue e rimpianti di chi si è rotto e nessuno ha raccolto.
Sto sputando veleno veloce che scorre nel blocco, nel botto di ansia che sale,
male che spacca le ossa e ti mangia le notti finché non ti fotte la carne.
Carte che parlano, firme che sbagliano, diagnosi fatte di fretta che tagliano,
tagliano teste, speranze, respiro e ti buttano in stanze di merda che gelano.
“Calmati subito, prendi ‘sta pillola e dormi, non rompere i coglioni”,
ma dentro c’ho bombe che esplodono, vortici sporchi che urlano nomi.
Corpi che tremano, anime in frantumi, nessuno che ascolta i tuoi cazzo di fulmini,
siamo numeri inutili in liste infinite di luoghi che trattano umani da rifiuti.
Ritornello
Nessuno ci sente, ci spinge, ci spezza, ci lascia cadere nel buio totale,
urliamo più forte, la gola si rompe, ma fuori ci dicono “è tutto mentale”.
Porca puttana se brucia davvero, ti entra nel petto e ti fotte l’intero,
“malato” ci chiamano, freddi di cuore…
e poi ci lasciano stesi per terra davvero.
Strofa 2
Vado più rapido, tecnico, schizzi di logiche sporche che corrono a ritmo supersonico,
cronico taglio che incide nel petto la voglia di vivere forte ma tutto è tossico.
Ospedali che gridano storie di gente lasciata a marcire nel vuoto catatonico,
icona di un mondo che ride mentre noi cadiamo nell’abisso più nero e ironico.
Sistemi di merda che pesano, pressano, stressano menti già rotte da anni,
mani che tremano, cuori che tremano, occhi che implorano aiuto ma niente rimane.
Fanculo le scuse, le turnazioni, la fretta, le porte che sbattono in faccia,
fanculo chi parla ma non sente un cazzo del peso che abbiamo nel cranio che spacca.
Siamo frammenti sospesi nel fango, angosce che mordono forte allo stomaco,
viviamo tra tagli nell’anima e stanze che puzzano d’incubo tossico e cronico.
Sputo sillabe fitte come schegge nel cranio che vibra nell’eco del panico,
se la vita è una guerra, qui dentro è una cazzo di strage gestita da un sistema isterico.