Tutta colpa della luna se ora mi ritrovo a cantare salmi indiani con una chitarra scordata e le mani sporche di marmellata, ricordo che me lo disse il rivenditore di storie perse che tra un buffalo e la locomotiva c’è sempre una pornodiva,(schiva, schiva, schiva), che schiva le pietre, la fitta sassaiola dell’ingiuria, un’intifada di se e di ma, ma nemmeno un perché e un percome, che indichi la via, che ci mostri la strada, siamo briciole nell’universo, bubbole al vento, come moscerini impavidi, salami sapidi, lasciati tra le lapidi a ruminare marmi, germi inermi, mangiati dai vermi, cantati nei salmi che finiscono in amen, in omen omen, e tutto il resto è gloria, sempiterna sempiterna sempiterna, gloria di ciò che si è stato e di ciò che si sarà.
Glory, Glory Alleluiaaaaaaaaaaaaaaaa!
Glory, Glory Alleluiaaaaaaaaaaaaaaaa!
Tutta colpa della luna, se nel negozio di ciarpame trovo il tuo cuore di ferro e rame, un osso di seppia attaccato a una greppia, l’ultimo dei miei cani che abbaia ai sette nani, la mela avvelenata, se io avessi previsto tutto questo, l’avrei spacciata invece di venderla in una televendita, dopo mi ama o non mi ama e prima di ok il vezzo è gusto, olfatto, vista, udito e tatto, i cinque sesti e mezzo come l’otto, volante, della donna cannone che non sarà bella come vuoi tu, ma canta canzoni la domenica mattina che le senti arrivare dalla faticosa tela – mi metto in tasca una piccola mela - e le sudate carte che (mescoli, mescoli, mescoli), per cambiare la storia, ma finiscono in amen in omen omen, e tutto il resto è gloria, sempiterna sempiterna sempiterna, gloria di ciò che si è stato e di ciò che si sarà.
Glory, Glory Alleluiaaaaaaaaaaaaaaaa!
Glory, Glory Alleluiaaaaaaaaaaaaaaaa!