[Verse 1]
Kevin entra piano,
chiude la porta con la spalla.
Ha gli occhi già sul turno,
la faccia un po' sgualcita.
Lavoratore diabetico,
busta e dita precise.
Si dimentica l'ordine,
ma resta dove serve.
Arriva per primo,
esce quando il buio chiude.
Non fa scena, non fa domande,
ti guarda e capisce tutto.
[Pre-Chorus]
Parla poco,
sale il gelo.
Sente tutto,
dice niente.
Se sbagli strada,
lui la vede.
Se perdi il passo,
lui ti regge.
[Chorus]
Kevin silenzioso,
Kevin silenzioso.
Primo ad entrare,
ultimo in uscita.
Kevin silenzioso,
Kevin silenzioso.
Non mette ordine,
ma tiene la pista.
[Verse 2]
Il magazzino è un casino,
scatole come promesse.
Lui passa tra i corridoi
come se nulla lo toccasse.
Non sistema le etichette,
non rimette i numeri in fila.
Però se cade un tuo peso,
Kevin lo prende e non grida.
Ha il tempo segnato addosso,
un ritmo duro nelle ossa.
Quando il resto perde colpi,
lui sta fermo e si rimette.
[Pre-Chorus]
Parla poco,
sale il gelo.
Sente tutto,
dice niente.
Se la testa va per conto suo,
lui la riporta.
Se il mondo fa rumore,
lui lo sopporta.
[Chorus]
Kevin silenzioso,
Kevin silenzioso.
Primo ad entrare,
ultimo in uscita.
Kevin silenzioso,
Kevin silenzioso.
Non mette ordine,
ma tiene la pista.
[Bridge]
E magari sbaglia l'ordine,
ma non sbaglia il peso.
Non ti chiede niente,
ti fa spazio nel respiro.
Tutti corrono, parlano,
lui resta lì in mezzo.
Con le mani sporche e ferme,
come un patto senza prezzo.
[Chorus]
Kevin silenzioso,
Kevin silenzioso.
Primo ad entrare,
ultimo in uscita.
Kevin silenzioso,
Kevin silenzioso.
Non mette ordine,
ma tiene la pista.