

Prompt / Lyrics
(Intro – chitarra acustica, ritmo semplice) Mezzi bulloni, caffè freddi, prove a ripetizione, ma c’è vita in queste officine, ogni giorno una canzone. (Strofa 1) Chi arriva in moto con il casco nero, entra in punta di piedi ma rompe il silenzio per primo, taglia le scuse con un’occhiata sola, ma ti tiene in piedi se ti vede cadere. Chi lavora in alto, sempre sulle scale, ride dei suoi metri che non cambiano mai, ma manda a posto ogni vite, come se le macchine fossero in ottimo stato. (Ritornello) È l’orario di fabbrica, tra una pausa e una riunione, gente vera, piccole manie, ma tutti insieme, marcia in unione. Si ride del caffè troppo forte, si sbuffa per il ritardo di un’ora, ma se mancasse tutto questo, la giornata non sarebbe più nostra. (Strofa 2) Chi controlla ogni pezzo come se fosse un puzzle, le mani d’oro, ma il cuore distante, sbuffa un po’, poi si perde nei suoi pensieri, mentre le macchine parlano per lei. C’è chi parla piano ma ascolta i motori, se il trapano chiama, lui risponde subito, dice “sordo?”, ma in realtà è selettivo, sente solo quello che gli tiene il petto vivo. Chi monta i pezzi con un ritmo chiaro, forte, un po’ volgare, ma con il cuore largo, scatenando un po’ di caos in officina, ma allo stesso tempo è il collante della squadra. (Ritornello) È l’orario di fabbrica, tra una pausa e una riunione, gente vera, piccole manie, ma tutti insieme, marcia in unione. Si ride del caffè troppo forte, si sbuffa per il ritardo di un’ora, ma se mancasse tutto questo, la giornata non sarebbe più nostra. (Strofa 3) E c’è chi guarda il gas, il cielo, il traffico, e prevede disastri in ogni dettaglio, ma quando il mondo sembra che si spezzi, lei sorride e dice: “Andrà bene, dai”. Stringe le chiavi nella mano stretta, come se reggesse il tetto con il sorriso, e mentre il mondo penserebbe a crollare, lei offre il caffè come se fosse un rito. (Bridge – più lento, più intimo) Certi giorni sembra che il tempo si rompa, il respiro rallenta, ma poi riparte. Non importa il grado, il titolo, il nome, segnano la storia le mani che lavorano. E al tramonto, quando il cancello si chiude, restano ancora qualche macchina accesa, e la certezza che domani, si torna a suonare lo stesso coro. (Ritornello finale) È l’orario di fabbrica, tra una pausa e una riunione, gente vera, piccole manie, ma tutti insieme, marcia in unione. E se il mondo fuori va di corsa, noi qui dentro teniamo il passo, perché in questa fabbrica chiara la vita pulsa, un giorno dopo l’altro. (Outro – chitarra che si spegne) Mezzi bulloni, caffè freddi… ma sorrisi, sempre a portata di mano
Tags
Pop rock italiano motivazionale, ritmo 100–110 BPM, chitarra acustica + elettrica leggera, cori in ritornello, voce semp
4:18
Italian
No
4/21/2026