Nonna, sei andata via e il silenzio è diventato urlo,
Ogni stanza mi parla di te, ogni angolo mi stringe in un assalto.
Il tuo profumo, il tuo sorriso, le mani che mi cullavano,
Ora solo foto e ricordi che nel cuore mi bruciano.
Piango da solo, lacrime calde sul mio viso,
Il dolore mi schiaccia, ma tu mi dici “non restare indeciso”.
Mi parli dal vento, mi dici di camminare ancora,
E allora mi rialzo, anche se la vita implora.
I problemi di casa mi pesano come montagne,
Soldi che non bastano, conti che urlano come piaghe.
Amici falsi sorridono, ma io sento la loro menzogna,
E l’amore finto mi tradisce, mentre il cuore si sfonda.
Il lavoro mi piega, schiena rotta, fatica vera,
Ogni giorno una battaglia, ogni notte una guerra.
Eppure cammino, anche stanco, anche solo,
Ogni passo urla: “Io lotto, non crollo”.
Nonna, se mi guardi, vedrai che rinasco dalle lacrime,
Ogni dolore diventa forza, ogni sconfitta mi chiama.
Il pianto non è debolezza, è seme di rinascita,
E io lo raccolgo, lo trasformo in vita infinita.
Perché anche se il mondo mi ha tolto chi amavo di più,
Anche se mi ha spezzato, io resisto, io vado di più.
Rialzarmi è il mio onore, la mia vendetta silenziosa,
Ogni lacrima cade, ma diventa luce preziosa.
Nonna, sento il tuo sussurro tra le mie ossa:
“Non smettere di lottare, ragazzo, anche quando tutto crolla”.
E io cammino, passo dopo passo, con il cuore ferito,
Ma sempre in piedi, sempre vivo, mai sconfitto.
Lacrime di fuoco mi bruciano, ma mi rendono forte,
Ogni dolore, ogni addio, ogni pugno della sorte.
Perché chi piange con il cuore, rinasce con l’anima intera,
E io sono qui, in piedi… a dimostrare che niente mi ferma.