"Porto un passamontagna bianco mi serve per descrivere meglio il mio disagio"
Ho smetto di abbracciare ed ho cancellato
chi mi danneggia ma facendo così mi sento solo più solo.
Mi taglio e vedo il sangue scolare dal braccio.
Sono io o è una parte di me questo dolce
star male.
Dai 13 anni in terapia il bianco dei miei testi pittura le mie pupille di bianco.
Sto morendo giovane, nato per morire.
Il fumo è la mia parte più Italiana,
le droghe invece sono
la mia parte Lost Americana.
Ho un dialogo aperto con il Diavolo sono figlio di una stagione all'Inferno Rimbaudiano.
Affronto la verità che tutti qui mi dicono scritta in piccolo in uno stupido articolo.
Sto scrivendo un album che rimarrà anche quando non ci sarò più io.
Dicono che se io nasco uomo non sarò mai natura ma la natura stessa che deve affrontare ogni ostacolo ai primi albori della luce ma devo fare un pò più di chiarezza perchè qui in me c'è un momento di rottura sia personale che professionale.
Andiamo, andiamo, non voglio più chiudermi
in bagno e ritrovarmi lì dentro
mentre sto sniffando.
La periferia non porta nulla di nuovo,
di giorno o di notte la periferia porta solo un'altro morto.
Dio cosa stai aspettando ad uccidermi?
Se ho abbandonato me stesso è solo colpa tua, cazzo!
La vita non conta più come una volta,
ormai lo so e tutti lo sanno.
Io ho un passamontagna bianco, lo tengo perchè vorrei rapinare la letteratura ho intenzione di fargli smettere di dire
che la vita è dura.
Questo è il secondo brano di quello che sono.