Alla fiera della vanità
c'è andata tutta la gente
della mia città,
donne e bambini,
saggi e cretini,
grandi e piccini.
Pierrot, prostitute e manichini,
i grandi sognatori,
il re di quadri e la regina di cuori,
Casanova e Don Giovanni.
le allegre comari e i barbagianni.
Signori mettetemi
nei miei panni
il diavolo non vuole inganni,
questo non è un convento
ma un bordello
e voi con malcontento
andrete dritti, dritti in inverno
nel fuoco imperituro dell'inferno.
Nella grande notte faustiana
e dannunziana
quando le streghe
ridono a squarciagola
e cantano prendendosi
le nostre beghe.
Le mie cazzate
le dico solo d'estate
e nell' inverno
cerco il mio lussurioso inferno.
Signori mettetemi
nei miei panni,
il diavolo non vuole inganni,
questo non è un convento
ma un bordello
e voi con malcontento
andrete senza una parola
nel fuoco feroce dell'inferno.
Del mondo interiore
cosa ne è stato?
Forse appartiene
soltanto al passato,
forse è soltanto apparente
è un accessorio da poco
e da niente.
Solo una cosa
rimane per l'eternità
e chi vivrà vedrà
Solo una cosa
salverà l'onore
dell'anima mia,
l'abbraccio di un amico
e le lacrime sincere della poesia.
Signori mettetemi
nei miei panni,
il diavolo non vuole inganni
questo non è un convento
ma un bordello
ed io con malcontento
andrò dritto,dritto
nel cuore dell'inverno
nella notte oscura dell' inferno.