ELYS
[Intro – piano, voce quasi sussurrata]
Elys…
hai messo il sole dentro casa
senza sapere come si fa,
con quelle mani così piccole
e il mondo ancora tutto da inventare.
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[Strofa 1]
Ti ho vista correre senza paura,
cadere e dire: “Non mi sono fatta niente”,
con due ginocchia sbucciate
e quella faccia da innocente.
Ti ho vista ridere per poco,
piangere come fosse la fine,
poi cinque minuti dopo
tornare a disegnare sulle mie rovine.
E mentre tu diventi grande
io faccio finta di non vedere
che quelle scarpe diventano strette
e un giorno dovrai andare.
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[Pre-Ritornello]
E non potrò fermare il tempo,
non potrò scegliere per te,
ma quando avrai paura del mondo
ricordati di me.
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[Ritornello]
Elys,
vai dove ti porta il cuore,
anche se qualche volta
ti farà male.
Elys,
innamorati della vita,
anche quando la vita
non saprà amarti uguale.
E se una notte perderai la strada,
se non saprai più dove andare,
guarda indietro solo un secondo:
ci sarà sempre una luce accesa
dove tuo padre
ti aspetterà.
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[Strofa 2]
Arriveranno certe estati
che non passerai più insieme a noi,
avrai segreti nelle tasche
e qualcuno che chiamerai “amore”, prima o poi.
Io probabilmente lo odierò
ancora prima di sapere il suo nome,
tu mi dirai: “Papà, tranquillo”,
e io dirò di sì, mentendo come sempre.
Avrai la tua prima delusione,
una porta chiusa, un’amica che va via,
e scoprirai che diventare grandi
è anche perdere qualcosa lungo la via.
Ma non lasciare mai a nessuno
il diritto di dirti chi sei,
perché prima ancora che tu lo sapessi
io già vedevo
tutto il cielo
dentro gli occhi tuoi.
⸻
[Ritornello – più grande]
Elys,
vai dove ti porta il cuore,
anche se qualche volta
ti farà male.
Elys,
innamorati della vita,
anche quando la vita
non saprà amarti uguale.
E se una notte perderai la strada,
se tutto sembrerà troppo grande,
non devi essere forte per forza:
puoi tornare a casa,
puoi tornare bambina
tutte le volte che vuoi.
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[Bridge – solo piano e archi]
E un giorno forse avrò i capelli bianchi
e tu avrai fretta come ne ho avuta io.
Mi dirai:
“Papà, devo andare.”
E quella sarà la frase
che avrò aspettato
e temuto
per tutta la vita.
Ti sorriderò.
Dirò soltanto:
“Vai.”
Perché amare un figlio
forse significa proprio questo:
insegnargli a volare
sapendo che, se hai fatto tutto bene,
volerà lontano da te.
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[Ultimo ritornello – orchestra, voce intensa]
Elys,
prenditi tutto il cielo,
sbaglia strada, cambia idea,
ricomincia da zero.
Elys,
non diventare come vogliono gli altri,
resta un po’ quella bambina
che rideva senza motivo.
E quando il mondo ti dirà
che non sei abbastanza,
tu non credergli mai.
Perché io ti ho vista arrivare
senza niente…
e riempire
tutta la mia vita.
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[Outro – piano, quasi sussurrato]
E se mi chiedessero
qual è stata
la cosa più bella che ho fatto…
io non direi niente.
Direi soltanto
il tuo nome.
Elys.
[piano]
Elys.