Figlia mia, ti guardo e non ti riconosco,
hai il volto spento e il passo che trema.
Ti cerco negli occhi, ma trovo tempeste,
e nel cuore mi resta solo una preghiera.
Vorrei strapparti da quelle notti vuote,
da quella polvere che ti ruba il respiro.
Vorrei prendermi io le tue ferite,
per farti tornare viva, almeno un po’.
(Ritornello)
Ma io non lascio la tua mano,
anche se cade il cielo sopra noi.
Se il mondo ti volta le spalle,
io resto qui, non me ne vado mai.
Figlia mia, torna da me,
anche se hai paura di cadere ancora.
Una madre non smette mai di amare,
nemmeno quando fa male fino all’osso.
(Strofa 2)
Ti aspetto al tavolo, con il piatto caldo,
anche se so che forse non tornerai.
Conservo il tuo posto come una promessa,
come un “domani” che spero arriverà.
E quando il telefono squilla di notte,
mi si ferma il cuore… penso “è lei?”.
Perché vivere così è come morire,
un po’ alla volta, giorno dopo giorno.
(Ritornello)
Ma io non lascio la tua mano,
anche se cade il cielo sopra noi.
Se il mondo ti volta le spalle,
io resto qui, non me ne vado mai.
Figlia mia, torna da me,
anche se hai paura di cadere ancora.
Una madre non smette mai di amare,
nemmeno quando fa male fino all’osso.
(Bridge)
Se potessi ti porterei via io,
ti solleverei da ogni ombra, da ogni buio.
E ti direi forte che vali la vita,
che non sei quello che ti sta distruggendo.
(Finale)
Figlia mia… qualunque strada prenderai,
sappi che la mia ti aspetta sempre.
E quando tornerai a bussare,
ti abbraccerò così forte
da rimettere insieme ogni pezzo.
Perché tu sei mia.
E io non ti lascio.
Mai.