[Intro]
Suona il tamburo, il mare che canta,
Questa è la terra dove il sole comanda.
Storie antiche scritte sopra i muri,
Sicilia mia, terra di giganti e di giurì.
[Ritornello]
Sicilia mia, terra di sale e di fuoco,
Custode del tempo, ogni passo è un gioco.
Dalla cima dell’Etna giù alle onde del mare,
Ogni pietra racconta, non si può dimenticare.
[Strofa 1]
Strade strette tra i mercati, profumo di arancini,
Gente che sorride, occhi veri nei vicini.
La mafia c’ha macchiato, ma non spegne l’identità,
Siamo figli del sole, della lotta e della verità.
Catania col vulcano, Palermo coi teatri,
Siracusa poesia tra scogli e fari.
I pescatori al porto, mani sporche di salsedine,
Lavoro e passione, qua non c'è che resistenza nelle vene.
[Ritornello]
Sicilia mia, terra di sale e di fuoco,
Custode del tempo, ogni passo è un gioco.
Dalla cima dell’Etna giù alle onde del mare,
Ogni pietra racconta, non si può dimenticare.
[Strofa 2]
Qui si canta la tarantella sotto i fichi,
Non è folklore, è sangue che scorre, amici.
Trinacria scolpita nel cuore di chi parte,
Un'isola che chiama anche chi se ne stacca.
C'è chi scrive poesie su notti di Favignana,
Chi ha dipinto il cielo al tramonto a Cefalù in fiamma.
Cous cous a Trapani, dolce cannolo in mano,
Tradizioni miste, arabe, greche, siciliane: un solo piano.
[Bridge]
E se ti perdi, guarda l’acqua e la montagna,
Ogni passo qui è storia, ogni strada una campagna.
Non è solo vacanza, è terra che respira,
Sicilia non si tocca, ti travolge e ti ispira.
[Ritornello]
Sicilia mia, terra di sale e di fuoco,
Custode del tempo, ogni passo è un gioco.
Dalla cima dell’Etna giù alle onde del mare,
Ogni pietra racconta, non si può dimenticare.
[Outro]
Suona il tamburo, il mare che canta,
Questa è la mia terra, nessuno la comanda.
Resto fiero, nel dialetto e nella mia radice,
Sicilia mia, è lei che ci unisce.