Barriere s’alzano, di fuoco danzano, immobili e pungenti inseguono l’oscuro; ballano frementi, nel cielo duro. Scende d’incanto, e prende forma il soffio del vento chiede di ballare. Il canto del tornado, nel suo infinito roteare. È un invito, e di lontano e già svanito. Torno nel nulla, e mi ridesto dal torpore. I fumi del sonno, sono svaniti col chiarore.