Nell'inutile susseguirsi d'attimi
si snoda questo tempo,
che accozzaglie d'istanti
creano momenti incomprensibili.
Ed allora penso,
ed immagino la calma,
riordino il castello di carta
che cedette sotto il peso
di una brezza leggera.
E cerco nuovi incastri,
tentativi che ridonino
un'immagine normale
a quei troppi buchi neri
che risucchiano l'immoto.
Ed allora provo a scrivere,
riportando alcuni sibili,
che miraggi avevano supposto
strani mondi oltre l'invisibile.
Ed alla fine,
immagini s'affacciano
allo specchio della memoria,
che ammoniscono che le guarda,
e cercano di ridere sapendo d'esser vive...