"Non è facile ammettere che si vuole morire quando alla fine scrivere è l'unica siringa che ti lascia sopravvivere"
In passato ho fatto abuso di droghe,
mi sentivo forte.
Mi sono iniettato l'amore, ho pompato il cuore inalando la morte.
Non dimentico mai l'odore quel maledetto odore di chi sviene per terra ed è a un passo dalla propria morte.
Sono stronzo e lo sono.
Ho attimi di vuoto, crisi d'abbandono.
Ammetto il mio malessere.
Come posso crescere?
È spazzatura l'attenzione che do.
Mi fermo e piango mio padre biologico era un cazzo di alcolizzato.
Mi domando se anche io prenderò la sua strada.
Sono nato nella strada non mi voleva mamma.
Anzi a dirla tutta sia ai miei fratelli e sia alle mie sorelle non ci ha mai voluto la
nostra vera mamma.
Non sto bene, tutto è un trauma, il passato è un trauma.
Vorrei dire che è tutto ok ma ogni volta leggo la mia vita sulla stessa pagina.
Per anni ho odiato la mia famiglia alla fine mi sono rovinato da solo pensando fossi io il colpevole di tutto ciò.
Quante volte mi sono detto: ma fai sul serio?
Tentare più volte il suicidio è la via peggiore per arrivare prima a dio.
Io non credo molto, non ho più
così tanta rabbia.
In qualche modo la sto incanalando.
Penso che il mondo trova sempre il modo
di fregarmi.
Con questa vita finalmente regolerò i conti quando sarò morto e si chiuderanno i miei occhi in un'ora qualsiasi del giorno.
Perchè devo piacerti Dio?
Perchè devo piacermi infondo sto
invecchiando e sto lasciando
i miei unici bei momenti vissuti dei venti.
Quando è cielo si fa più blu è il giorno che mi manchi tu.
Quando non mi vedo più mi sento solo, dissociato insieme al mio malato immaginario.
Scrivo quaggiù, sento tutto più acceso,
del resto scrivere è l'unica siringa che può continuare a piacermi.