Era un giorno qualunque, un cielo senza colore,
camminavo con Piero, senza fretta né rumore.
La vidi, era seduta dentro la macchina di suo padre. Nel riflesso del vetro appannato,
gli occhi pieni di lacrime, il cuore spezzato.
Non mi avvicinai, non sapevo che dire,
ero solo un volto tra quelli da osservare.
Lui le parlò piano, due parole, un sospiro,
poi tornò da me, senza svelarmi il motivo.
E se quel giorno avessi saputo,
se avessi sentito il suo grido muto,
avremmo riscritto un destino diverso,
forse sarei stato io, nel suo universo.
Passarono i mesi, un bar, una scena,
lei mano nella mano, con un ragazzo, una storia serena.
Piero mi guardò, con un peso nel cuore,
mi disse la verità, fu come un errore.
Era innamorata, aspettava un segnale,
ma il silenzio scelse per noi quel finale.
Ora siamo due vite, lontane, parallele,
con sogni diversi, con storie gemelle.
Ma se quel giorno avessi saputo,
se avessi sentito il suo grido muto,
forse oggi lei sarebbe qui accanto,
e il passato non sarebbe un rimpianto.
Scusa tanto se sono stato la causa di dolore per te ma quel falso amico sapeva che tu volevi me, ma non me lo disse.
Scusami se puoi...