Sì, 2026.
Non è per la gloria, è per la memoria.
Ascolta.
(Strofa 1)
Guardo fuori dalla finestra, il cielo è color cemento
Scrivo barre sulla polvere, sfido ogni mio tormento
Dicono "cambia strada", ma io resto su questa riva
Perché chi segue il branco spesso perde la deriva.
Ho scarpe sporche di fango ma la mente tra le stelle
Porto i tagli del passato scritti sulla pelle
Ogni rima è un mattone, sto costruendo un castello
In un mondo di squali dove conta solo il coltello.
Ma io non affilo lame, affilo solo il concetto
Metto il cuore dentro un testo e lo chiudo nel petto.
(Ritornello)
Siamo frammenti di vetro sotto il sole che scotta
Cerchiamo la luce pure quando è notte corrotta
Non contano le cadute, conta solo la botta
Di chi cade e si rialza finché la porta è rotta.
(Finché la porta è rotta...)
(Strofa 2)
Il tempo corre veloce, non aspetta il tuo turno
E io resto sveglio a scriverlo in questo vuoto notturno
C’è chi vende fumo e chi invece brucia dentro
Io preferisco il fuoco, anche se soffia il vento.
Ho visto amici andare via per un pugno di sogni
E altri restare fermi a contare i bisogni
Ma la fame quella vera non si placa con l’oro
Si placa solo quando senti il peso del tuo lavoro.
Niente scorciatoie, solo sangue e sudore
Perché un re senza corona ha comunque il suo onore.
(Ritornello)
Siamo frammenti di vetro sotto il sole che scotta
Cerchiamo la luce pure quando è notte corrotta
Non contano le cadute, conta solo la botta
Di chi cade e si rialza finché la porta è rotta.
(Outro)
Solo frammenti...
Ma messi insieme facciamo un mosaico.
Resta vero, resta te stesso.