

Prompt / Lyrics
Nennella cresceva tra vicoli stretti, dove il giorno inciampa su scale e difetti, aveva due occhi di luna ferita e un cuore lasciato a metà della vita. Sua madre cuciva silenzi nel petto, suo padre brindava col primo sospetto, e lei imparò presto che il mondo è una vela che taglia la pelle a chi troppo rivela. Il fabbro stanco abitava più in là, batteva il ferro come un rosario fa, ogni colpo era un nome bruciato nel fuoco, ogni scintilla un rimorso un po’ sciocco. La vide un mattino al mercato del porto: “ragazza di sale, che cerchi nel mondo?” Lei rispose: “dovrei ritrovarmi, ma ho perso il sentiero per poi perdonarmi.” Ritornello E il vento passa, non chiede ragione, porta la colpa come una canzone, chi nasce leggero poi vola più piano, chi ama davvero non tiene la mano. Camminarono insieme per mesi e per guai, tra i santi di gesso e i sogni dei mai, e ogni sera sedevano vicino alla riva a contar le stelle come fosse saliva. Ma il fabbro portava una croce nascosta: un figlio lontano, una casa mai posta. “Se resto con te, ti spezzo la sorte”, disse abbassando lo sguardo più forte. Nennella sorrise, com’era solita fare: “chi ama davvero non chiede restare. Vai dove il sangue ti porta davvero, io sarò il porto del mare più nero.” All’alba lui prese la strada del nord, lei rimase ferma, col cuore che morde. E ancora il torrente conserva il suo passo, di chi si divide per restare lo stesso. Ritornello E il vento passa, non chiede ragione, porta la colpa come una canzone, chi nasce leggero poi vola più piano, chi ama davvero non tiene la mano. Passarono gli anni come passano i treni, lasciando soltanto carbone e catene, Nennella vendeva parole al mercato per chi non sapeva parlare del fato. Aveva la gonna cucita di stelle, ma gli occhi più grandi delle sue sorelle, e nel petto teneva quel nome sbagliato, il fabbro in fuga che non ha più trovato. Un giorno d’inverno, col vento che punge, arrivò un bambino con lacrime lunghe: “Signora, cercavo l’ombra di un padre… ma ho perso la strada e la voglia di andare.” Nel pugno stringeva un ciondolo rotto, un ferro piegato col loro vecchio motto: “Chi ama non resta, ma torna se può.” E Nennella tremò, non rispose però. Lo prese per mano, lo strinse al mantello, sentì in quel respiro il fabbro e il fratello, e capì che la fuga non è mai lontano: ti segue nel sangue, ti dorme a fianco. Ritornello E il vento passa, non chiede ragione, porta la colpa come una canzone, chi cerca un volto nel buio del giorno trova un ricordo e lo chiama ritorno. Una sera di marzo, bussò alla sua porta un uomo più vecchio, la voce distorta: “Ho perso mio figlio cercando il futuro, ho perso me stesso e non trovo riparo.”
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Folk, male
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No
11/28/2025