È nato un giorno d’inverno, diciotto gennaio,
ricordo ancora il primo pianto, come un raggio sul mio diario.
Da quel momento il tempo è volato via,
otto anni quasi e una magia.
Poi quella diagnosi mi ha fermato il cuore,
un mondo nuovo, paura e dolore.
Ho aperto la porta a un ospite strano,
ma l’ho preso per mano, piano piano.
Calma papà, respira e vai,
la strada è lunga ma tu lo sai.
Con la pazienza e un po’ di fede,
ogni passo, ogni parola, vale più di quel che credi.
Matteo sorride e il sole si fa,
più forte di ogni difficoltà.
Calma papà, andiamo avanti,
ogni giorno ci insegna ad amarci.
Terapie, lacrime e mille tentativi,
ma il suo sguardo oggi mi dice: “Siamo vivi”.
Parla, gioca, corre, sogna,
ogni progresso è una montagna.
Ci sono giorni no, in cui scappa di mano,
giorni in salita, ma io gli sto accanto.
E quando l’ira vuole vincere il cuore,
mi dico “Calma papà, ricorda l’amore”.
Calma papà, respira e vai,
la strada è lunga ma tu lo sai.
Con la pazienza e un po’ di fede,
Matteo sorride e il mondo sa,
che la forza vera è la sua libertà.
Calma papà, ce la faremo,
ogni vittoria la condivideremo.
Un giorno lo vedrò volare via,
fiero, sereno, con la sua armonia.
E saprò che ogni lacrima mia
era amore, solo amore, per la sua vita.
Calma papà… sì, ce la farà.