

Prompt / Lyrics
Quante canzoni passano per la mente, mentre il corpo resta fermo e il tempo diventa la tua voce tra milioni di persone. Le canzoni arrivano senza chiedere il permesso, come se conoscono già il posto nel cuore dove è possibile sedersi. Non sempre ricordiamo quando le abbiamo imparate, ma loro ricordano noi. Ricordano la versione di noi che eravamo quando le abbiamo ascoltate per la prima volta. Ci sono canzoni che non hanno più un suono, eppure continuano a vibrare. Non le canticchiamo, non le cerchiamo, ma tornano nei momenti di silenzio, quando la mente abbassa le difese. Sono fatte di frammenti: una frase, un accordo, una pausa. A volte basta una parola qualunque, detta da qualcuno per strada, per risvegliarle. E allora eccole lì, a ricordarci qualcosa che non sapevamo di aver dimenticato. Ogni canzone è una stanza. Entrarci significa ritrovare un odore, una luce, un modo di respirare. In alcune stanze c’è nostalgia, in altre rabbia, in altre ancora una tenerezza così fragile da far quasi male. Ci sono canzoni che parlano di chi non c’è più, e non importa se quel qualcuno è una persona, un sogno o una versione passata di noi stessi. La perdita ha molte forme, e la musica le conosce tutte. La mente è un jukebox imperfetto. Mescola tutto senza logica apparente: una melodia felice nel mezzo di una giornata storta, una canzone triste proprio quando sembra andare tutto bene. Forse non è caos, forse è equilibrio. Forse la mente sceglie ciò di cui abbiamo bisogno, anche quando non siamo pronti ad ammetterlo. Quante canzoni passano per la mente mentre fingiamo di essere presenti altrove. Mentre sorridiamo per educazione, mentre annuiamo senza ascoltare davvero, mentre diciamo “sto bene” come se fosse una risposta neutra. Dentro, intanto, una musica racconta un’altra verità. Più sincera. Più nuda. E poi ci sono le canzoni che non esistono ancora. Quelle che nascono da un’emozione senza parole, da un pensiero che gira in tondo e non trova uscita. Sono melodie mute, ma insistenti. Ci abitano finché non impariamo ad ascoltarle. Forse scrivendo, forse parlando, forse semplicemente restando in silenzio abbastanza a lungo. Alla fine, siamo fatti anche di questo: di canzoni ascoltate per caso e rimaste per sempre, di ritornelli che ci tengono compagnia nei momenti vuoti, di musiche che ci hanno salvato senza saperlo. La mente le lascia passare come nuvole, ma alcune restano. E in quel restare, ci insegnano chi siamo stati, chi siamo, e chi stiamo ancora cercando di diventare. Questa è musica.
Tags
Soul, piano, introspettivo, poesia
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12/20/2025