(Verso 1)
La resina canta, il carbonio prende forma,
sui moli lucidi dove il mare è norma.
Mani precise, guanti bianchi e lisce,
forgiano sogni tra polveri e strisce.
Siamo la mente che il mare brama,
la nostra forza è la nostra fiamma.
(Ritornello)
Su, compagni! Stringiamo i ranghi uniti,
per le navi che non hanno prezzo!
Non più catene, non più servitù,
la nostra voce rompe l'eco del buio!
Lottiamo insieme, al freddo e al sole,
per il pane e la dignità, per il nostro cuore!
(Verso 2)
Tra fibre e stampi, sotto cieli d'argento,
il vecchio mondo è un pensiero spento.
Non siamo schiavi né braccia a vuoto,
ma il sangue vivo di un mondo in moto.
Le nostre sorelle, i nostri fratelli,
alziamo in alto i nostri martelli!
(Ritornello)
Su, compagni! Stringiamo i ranghi uniti,
per le navi che non hanno prezzo!
Non più catene, non più servitù,
la nostra voce rompe l'eco del buio!
Lottiamo insieme, al freddo e al sole,
per il pane e la dignità, per il nostro cuore!
(Bridge)
Quando la notte scende sui cantieri,
e il sonno sfiora i nostri occhi stanchi,
ricordiamo i padri, i vecchi pionieri,
che hanno lottato tra fatiche e affanni.
Il mare è nostro, e nostro il futuro,
nella tempesta siamo noi il muro.
(Ritornello)
Su, compagni! Stringiamo i ranghi uniti,
per le navi che non hanno prezzo!
Non più catene, non più servitù,
la nostra voce rompe l'eco del buio!
Lottiamo insieme, al freddo e al sole,
per il pane e la dignità, per il nostro cuore!