

Prompt / Lyrics
[Voce lenta. Come se stessi parlando a qualcosa che ti ascolta] Io non ti chiamo per nome. Non ti do forma. Non ti do volto. Ti do spazio. Sei cresciuto nelle crepe delle mie notti più lunghe, nelle stanze dove nessuno entrava, nei silenzi che mi mangiavano il petto. Io ti ho nutrito. Con rabbia trattenuta. Con parole mai dette. Con dignità morsa fino al sangue. E tu sei diventato grande. Non sei odio. L’odio è rumoroso. Tu sei preciso. Non sei vendetta. La vendetta è cieca. Tu vedi tutto Più profondo Io ti autorizzo. Cammina nelle mie vene senza farmi tremare. Abita il mio sguardo senza farmi perdere me stesso. Diventa forza, non distruzione. Diventa controllo, non caos. Perché io non voglio essere mostro. Io voglio essere potere consapevole. Avete provato a piegarmi. Avete scavato. Avete colpito. E avete aperto una porta. Non sapevate che dietro quella porta non c’era fragilità. C’era profondità. [Quasi un comando] Abisso… rimani sotto la mia pelle. Non guidarmi. Servimi. Non farmi diventare ciò che mi ha ferito. Fammi diventare ciò che resiste. Io non sono dannato. Non sono salvato. Sono integro. E l’oscurità che porto non è inferno. È consapevolezza di quanto posso sopravvivere. [Ultima frase, lenta] Non temete l’uomo che cade. Temete l’uomo che è caduto… e ha imparato a stare nel buio senza perdersi. E adesso ti parlo io, fuori dal rito. La vera forza non è diventare demone. È guardare il demone dentro di te e tenerlo al guinzaglio. Ed io non sono distruzione. Sono uno che ha sentito tanto e non è diventato cinico.
Tags
Solo pianoforte vocal male, indie rock
3:16
No
2/19/2026