Cammino sul beat come un veterano,
mani nude, ma ogni rima è titanio.
Nessun premio, ma ho sangue e disciplina,
lascio impronte ovunque passo, tipo mina.
Ho l’orecchio di chi ascolta per colpire,
sei fuori tempo come chi non sa reagire.
Mi alleno nei silenzi, dormo nei ritmi,
tu cerchi attenzioni, io scrivo gli epigrammi.
Ogni barra che sputo ha un peso specifico,
la tua è evaporata come il tempo critico.
Stile spartano, taglio romano,
non servo applausi per essere umano.
Prendi appunti, io prendo terreno,
scrivo con l’inchiostro di chi è sereno.
Cresciuto con l’eco dei tamburi,
tu con le playlist mentre sogni futuri.
Ogni quartiere è una mappa che leggo,
mentre tu ti perdi in uno specchio
Non vesto maschere, non cambio forma,
ho la penna che trasforma,
la mente che non dorme,
gli occhi che scrutano la norma.
Allenato come un soldato sotto pioggia,
la voce vibra, la folla mi scoraggia…? Mai.
Salgo sul palco con il cuore che suona,
tu tremi come chi la realtà non perdona.
Non è talento, è fame che morde,
sei confuso tra chance e risposte.
Io valgo ogni secondo inciso,
tu ancora pensi che serva un sorriso.
Colpi precisi, stile da chirurgo,
le mie metafore scendono in turno.
Sono l'incastro che non avevi previsto,
sei la pausa in un testo mai scritto.
Ho vinto quando non c’era premio,
con la lingua affilata come un segno.
Ogni barra pesa come un giuramento,
la tua svanisce con un colpo di vento.
Non mi fido dell’oro se non pesa,
tu sogni vetro pensando sia una pietra.
Sono nato per la guerra, non per il palcoscenico,
porto il cuore come arma e lo sguardo cinico.
Ogni giorno è una sfida, ogni passo è strategia,
in un mondo di illusioni, io punto alla verità.
Ho visto salire in alto chi non aveva ali,
ma il vento poi decide chi resta nei viali.
Ho scelto la penna come baionetta,
mentre voi cercavate luci nella nebbia.
Nessuna scorciatoia, solo muri da scalare,
la gloria non si trova tra i like da sfoggiare.
Le notti che scrivo sembrano eterne,
tu dormi e sogni, io affilo le mie vene.
Non cado in piedi, ma cado dritto,
senza paura di finire nel conflitto.
Ogni strofa è un passo verso la fine,
o un nuovo inizio che nessuno definisce.
Se mi guardi bene, vedi storia sulle spalle,
e se ascolti bene, senti il peso delle battaglie.
C’è chi finge e chi invece si costruisce,
io mi sono forgiato dove il cuore non tradisce.
E non ho mai chiesto scuse alla fatica,
è lei che m’ha reso questa voce antica.
Nato per la guerra, cresciuto nel silenzio,
mentre il mondo recita, io mantengo il senso.
Tu cercavi il modo più facile per vincere,
io la via più dura per distinguermi.
Sopravvissuto ai giorni senza gloria,
ecco perché ogni rima è memoria.
Ho camminato tra le righe e le ombre,
senza bisogno di far parte delle folle.
In questo campo non regalo sorrisi,
ma verità incise a colpi decisi.
Tu giochi con le pose da artista,
io scrivo mentre la nebbia si dirada in vista.
E alla fine, quando tutto sarà finito,
capirai perché ero io l’infinito.