Verse 1
Umani superficiali cominciano questo strazio,
uno sgarro che non si cicatrizza.
Una striscia di terra è diventata cenere.
Pregano Venere
per un pezzo di cibo.
Sangue nelle vene,
ormai freddo.
Un umano beve
da una pozza per terra,
una buca
fatta da una bomba.
Tremano anime davanti a una tomba.
Si piegano schiene:
fiere e umili,
stanche, difficili da reggere.
Ritornello
Umani ad altri umani,
sogni invani.
Sguardi piegati
da una forza invisibile,
invivibile.
Assistiamo a un pasto cannibale.
Umani ad altri umani,
sogni invani, spezzati.
Sguardi piegati
da una forza invisibile,
invivibile.
Dividiamo l’indivisibile,
assistiamo a un pasto cannibale.
Verse 2
Spari, spari.
Volti ignari, ignari.
Pari o dispari:
stanno vincendo gli annebbiati.
Incassi, incassi.
I ricchi si arricchiscono,
i poveri guardano.
Profeti ritardati
in un mondo di idioti
proferiscono parole ignobili.
Si incontrano nelle loro ville,
parlano di giochi,
di hobby e di canzoni.
Si stringono la mano.
Sempre di più vogliono.
Sempre di più crescono.
Mangiano caviale
e ci sbeffeggiano.
Ritornello (ripetizione)
Umani ad altri umani,
sogni invani.
Sguardi piegati
da una forza invisibile,
invivibile.
Assistiamo a un pasto cannibale.
Umani ad altri umani,
sogni invani, spezzati.
Sguardi piegati
da una forza invisibile,
invivibile.
Dividiamo l’indivisibile,
assistiamo a un pasto cannibale.