

Prompt / Lyrics
(Intro – lento, solenne) Non sono nato tra gli applausi. Sono nato tra le crepe. E dalle crepe… entra la luce. (Strofa 1) Ho camminato dove il vento spinge indietro, dove il nome pesa e il silenzio taglia. Ho perso battaglie che nessuno ha visto e ho vinto guerre dentro la mia gabbia. Non avevo scudi dorati, non avevo eserciti dietro, solo un cuore testardo e il passo sempre dritto. (Pre-Ritornello) Mi avete visto cadere — non avete visto il volo. Mi avete dato la notte — io ho imparato il cielo. (Ritornello – epico, largo, potente) Io sono figlio del fuoco, forgiato dal tempo e dal dolore. Non mi spezza il mondo se il mondo non mi toglie il cuore. Ogni cicatrice è un vessillo, ogni caduta un trono. Non sono sopravvissuto — sono diventato ciò che sono. (Strofa 2) Ho amato senza armatura, ho perso senza sparire. Chi mi voleva distrutto mi ha insegnato a salire. Padre anche da lontano, uomo anche quando tremo. Non serve avere il regno per avere il terreno. Il mio regno è dentro. Il mio nome è inciso. Non sulle bocche degli altri — ma nel mio stesso respiro. (Bridge – orchestrale, solenne) Se il vento urla, io avanzo. Se la strada crolla, io salto. Non chiedo al mondo spazio. Me lo prendo, alto. E quando la notte ritorna non mi trova più perso. Mi trova in piedi, più vasto dell’universo. (Ritornello finale – enorme, da cantare a pieni polmoni) Io sono figlio del fuoco, non cenere da calpestare. Mi avete dato l’inferno e io l’ho imparato a dominare. Non sono mostro, non sono santo, sono tempesta e direzione. E chi pensava fossi finito adesso ascolta il mio nome come un tuono. (Outro – potente, fermo) Non sono quello che cade. Non sono quello che implora. Sono quello che attraversa il fuoco e ne esce… ancora.
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Solo chitarra e pianoforte vocal male, indie rock
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No
2/18/2026