

Prompt / Lyrics
L’immaginazione innata non chiede permesso. Si manifesta come una voce che insiste, come immagini che bussano quando il mondo dorme. Non è evasione, ma eccesso di realtà. Per questo: Io vedo troppo e sento oltre il necessario. E per chi scrive, questo dono è una soglia costante tra luce e abisso. Ogni parola è un tentativo di ordine, ogni frase una fragile diga contro il caos interiore. Eppure, è proprio da quel caos che sgorga la verità. I demoni non arrivano con corna e fiamme. I demoni arrivano come dubbi, come stanchezza dell’anima, come la tentazione di tacere anche quando il cielo nella vita ci sceglie e noi non lo riconosciamo perchè viviiamo dentro altri mondi piene di guerre. I demoni si insinuano nelle crepe, tra ciò che si è e ciò che si teme di essere. Il demone più subdolo sussurra nella testa dicendo che: il dono è inutile, che nessuno ascolta, che la luce è solo un’illusione che abita nelle nostre ferite più profonde. Scrivere diventa allora un atto di resistenza, non contro il mondo, ma contro l’ombra cattiva che vorrebbe spegnere il nostro fuoco vitale. Combattere per la luce non significa vincere. Significa restare. Restare fedeli alla voce interiore anche quando trema, anche quando sanguina. Significa accettare che la scrittura non salva dal dolore, ma lo trasforma; non cancella i demoni, ma la scrittura li costringe a prendere forma, a essere guardati negli occhi. E quando hanno un nome, quando diventano vivi, perdono parte del loro potere la volta in cui ti curi. Eudaimonia non è felicità facile. È la sensazione rara e luminosa di essere allineati, si di essere allineati con ciò che originariamente c'ha chiamati. Per chi scrive, è quel momento in cui la parola trova il suo posto naturale, come se fosse sempre esistita e attendesse solo di essere liberata. In quell’istante, il dolore non scompare, ma smette di essere sterile. Diventa senso. Diventa passaggio. Il dono della scrittura non è un privilegio, è la costruzione su una mentalità sconfinata. La scrittura chiede ascolto, chiede disciplina, è coraggio. Chiede di scendere nei nostri inferi personali per poi tornare con una scintilla. Questa è Eudaimonia! Non la fine della lotta, ma è la sua essenza umana più pura. Va chiamata Eudaimonia, perché vive e nasce nella parola più antica
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Rap, freestyle, piano solo, piano introspettivo
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12/30/2025