Quando ti ho stretto per la prima volta
mi sono chiesta se bastavo.
Ma tra le braccia, quella vita
ha aperto un cielo che non conoscevo.
Ogni tuo sguardo era promessa,
ogni tuo gesto un arcobaleno,
e una ninna nanna antica
mi scioglieva il fiato piano piano.
E crescendo tu, crescendo anch’io,
con quel passo incerto del cuore,
brillavi dentro ai tuoi silenzi
come chi impara a dire amore.
E anche se il tempo a volte trema,
tu sei la forza che nessuno vede:
il mio supereroe.
Amico della tua diagnosi, sì,
ma più di tutto
amico del mondo.
I giorni, poi i mesi e gli anni
sono onde che ritornano alla riva.
E un giorno nei tuoi occhi
ho visto una domanda che saliva:
“C’è qualcosa che non va, mamma?”
E io a cercare le parole giuste,
ma tu danzavi con la vita
tra le tue urla e le tue luci.
E crescendo tu, crescendo anch’io,
con quel passo incerto del cuore,
brillavi dentro ai tuoi mondi
come chi sogna a voce forte.
E anche se il futuro fa rumore,
tu hai un coraggio che nessuno vede:
il mio supereroe.
Amico della tua diagnosi, sì,
ma più di tutto
amico del mondo.
Ci saranno giorni stretti,
temporali senza avviso,
ma tu cammini e ogni volta
apri porte al mio sorriso.
Con le tue mani che raccontano,
con quei colori che sorprendi,
e io sarò seduta accanto
a custodire i tuoi vuoti e i tuoi pieni.
E crescendo tu, crescendo anch’io,
mi insegni ancora a respirare:
che essere madre è un dono fragile
che non so smettere di amare.
E anche se il mondo è vasto e inquieto,
so che troverai il tuo posto vero.
Perché tu sei,
sarai per sempre,
il mio supereroe.
Amico della tua diagnosi, sì,
ma soprattutto
amico del mondo.