

Prompt / Lyrics
Viviamo immersi in una sostanza senza nome, una melma tiepida che non sporca le mani ma ottunde il pensiero. È la società viscida: non oppone resistenza, non impone violenza manifesta, e proprio per questo penetra ovunque. Scivola tra le parole, addolcisce i conflitti, lubrifica le coscienze fino a renderle inoffensive. In essa tutto sembra accadere senza attrito, eppure nulla accade davvero anche se nel buio in molti ti dicono che stai morendo mentre vai a fondo con il tuo pensiero. La società viscida non chiede adesione, pretende adattamento. Non ordina: suggerisce. Non vieta: distrae. Il suo potere non è verticale ma diffuso, non si concentra ma si spalma. È un potere che sorride, è un potere che semplifica, che trasforma la complessità dell’umano in slogan digeribili è da qui che anche l’inquietudine diventa una nascita d'intrattenimento. Ogni eccesso viene limato, ogni asperità resa, presentabile. Persino il dolore deve essere educato, raccontabile, monetizzabile. Contro questa materia che crocifigge, si agita l’Io viscerale. Non è l’io performativo, quello esibito, né l’io narrato per piacere agli altri. È l’io che nasce prima del linguaggio, che abita nel corpo, nelle reazioni immediate, nei rifiuti istintivi. L’Io viscerale non è elegante: trema, suda, si contrae. È scomodo perché non si lascia tradurre facilmente in formule accettabili. Dice “no” quando non conviene, prova rabbia quando sarebbe opportuno sorridere, soffre senza trasformare la sofferenza in spettacolo.
Tags
rap, voce maschile, freestyle, introspettivo, underground, denuncia sociale, Angry rap, adattamento
1:32
No
12/30/2025