Ad un fiore sognante dell'Eritrea
Cosi nera la mia primavera,
occhi azzurri,
pelle di velluto
ed anima sincera.
Tu che venivi dall' Eritrea
che portavi dentro di
la forza dell'alta marea,
che venivi dalla terra rossa
come il sangue,
che eri un piccolo bocciolo
ed uno stupendo giaggiolo
che non langue,
che conoscevi i segreti
della luce e dell'oscurità,
l'odissea infinita
di chi viene e di chi va.
Così nera la mia primavera,
occhi azzurri,
pelle di velluto
ed anima sincera.
Che avevi una testa
piena di complicati ricci
ed innamorati capricci,
che portavi una colorata sottana,
ricamata con la soffice lana,
con i sogni della luna,
i simboli della malinconia
e della grande fortuna.
Che te ne sei andata
presto così via
sorella dell'arte
e della grande follia,
mi hai lasciato
in un mondo buio e perso,
io che sono il poeta
ed il diverso
Così come una rosa nera
eri la mia primavera,
occhi azzurri,
pelle di velluto
ed anima sincera.
Così nera l'anima della sera
per un cuore
che ancora piange e spera
la luce del tuo ritorno
in questo cupo
e desolato soggiorno.
Così nera la mia primavera
per un cuore
che piange e spera
nell'incendio solenne
di questa sera.