C’è un bimbo che cammina
con domande dentro al cuore,
vede il mondo un po’ diverso
e non sa spiegare il perché.
Gli altri corrono leggeri,
lui ci prova, ma gli sembra
che ci sia sempre un vento
che lo spinge un po’ più in là.
E allora ogni giorno impara
a superare un piccolo muro,
passo dopo passo cerca
il suo posto nel futuro…
Ma quando canta Nunu con gli altri bambini,
sente la musica forte e vola via lontano…
e ha paura di perdere quel mondo di sorrisi,
di abbracci colorati e di una stretta di mano.
Ma ecco che qualcuno gli prende le dita,
e nasce un girotondo fatto di magia:
e all’improvviso il sole torna sul suo viso,
e il suo cuore di nuovo… vola via.
A volte chiude gli occhi
per proteggersi un momento,
troppa luce, troppe voci,
e il suo mondo cambia forma.
Ma i compagni gli sorridono
e lo aspettano vicino,
sanno che basta un gesto
per fargli ritrovare il cammino.
E lui che pensa di essere solo
scopre invece di avere una squadra,
mani piccole e coraggiose
che lo guidano, passo a passo…
E quando canta Nunu con gli altri bambini,
se la musica è forte, sì, si perde un pochino…
ma nessuno lo lascia andare nel vento,
lo riportano sempre nel loro giro.
Così il suo mondo e il loro si tengono stretti,
due arcobaleni che si fanno compagnia:
nel girotondo il sorriso gli ritorna,
e la paura piano… va via.
Perché ognuno ha il suo ritmo,
ognuno ha il suo tempo,
e il coraggio a volte nasce
da un abbraccio appena spento.
E lui scopre che diverso
può essere un dono leggero,
un modo nuovo di vedere
tutto il cielo intero.
E ora canta Nunu con gli altri bambini,
con la musica dolce che lo tiene nel mondo…
loro gli stringono le mani, lo fanno volare,
insieme fanno un unico grande girotondo.
E tra colori, emozioni e magie di domani,
il suo sorriso è un arcobaleno che brilla così:
perché nessuno è solo, se una mano ti chiama…
e lui, finalmente, dice “Sono qui.”