Verse 1
Bloccato nel pensiero rumoroso,
guardo avanti,
uno sguardo fioco.
Lento acciaio si scompone come un uovo.
Resto fermo, provo odio,
scomposto in pezzi
che a stento riconosco.
Pioggia d’inchiostro
bagna e macchia
il mio corpo goffo,
mentre invano tento
di rimaner composto.
Mi sento un mostro
che resta in disparte,
in un angolo nascosto.
Ritornello
Lanciando sassi piatti nell’acqua,
rimane un buco nel petto
dal quale il sangue sgorga.
Mi disturba questa noia,
questa specie di giornata storta e contorta,
al pari di una giostra così paurosa
da essere posta negli estremi
di questa terra sgombra
di qualsiasi ombra.
Verse 2
Ricordo questo lago come fosse ieri,
i pensieri che mi porta sono neri,
o forse seri, non lo so.
Ma quello che importa
è essere sereni, no?
O forse essere ignari.
Spettatore o buffone,
senatore o solo un coglione.
Paura o rabbia,
dubbi attanagliano la strada,
già distrutta da anni.
Una figura in lontananza
mi ricorda la distanza
che ora c’è tra noi.
Mi disarmi col tuo sguardo,
ora vuoto,
e mi scagli con tutto il rumore che puoi fare,
un disappunto tale da sanguinare.
Ritornello
Lanciando sassi piatti nell’acqua,
rimane un buco nel petto
dal quale il sangue sgorga.
Mi disturba questa noia,
questa specie di giornata storta e contorta,
al pari di una giostra così paurosa
da essere posta negli estremi
di questa terra sgombra
di qualsiasi ombra.
Outro
Stavolta, dammi la mano...