Faccio il pane della poesia
con la farina speciale
di casa mia,
con una madia antica
che mi ha regalato
una mia nobile amica.
Faccio il pane della poesia
ogni giorno a casa mia
ci metto un lievito lieve, lieve
puro come la neve,
lo faccio con grande amore,
con dolcezza e stupore.
Ci metto dentro zenzero,
cannella e rosmarino,
le lacrime pure e appassionate
del mio destino,
prendo l'acqua dal pozzo profondo
della mia corte
aprendo le dorate porte
di oriente e di occidente.
Chi mangia questo
pane benedetto
caccerà da sé
ogni difetto,
chi mangia questo pane
di armonia
allontanerà
odio, rancore e gelosia.
Faccio il pane della poesia
nel silenzio assorto
di casa mia
mentre verso
la bianca farina
della mia immensa cantina,
mentre canto
come un usignolo
prendendo in uno
stupendo assolo
il mio magico volo.
Faccio il pane della poesia
nel mio meraviglioso soggiorno
aspettando il tempo
del tuo ritorno,
lo faccio con grande fantasia
senza ipocrisia
aspettando l'età dell'oro
il mio prezioso
ed ambito tesoro,
la gioia intensa
della creazione
in una immensa
e dolce emozione.